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attenzione all'ossido di carbonio
l'ossido di carbonio, gas inodore e incolore, è il risultato della combustione del gas metano,
che in concentrazione elevate può risultare altamente velenoso. Nella tabella sono messi in
evidenza i disturbi provocati all'uomo al variare delle concentrazini di ossido di carbonio.
Proprietà tossiche dell'ossido di carbonio (tabella Bonetti)
tenore percentuale di CO in aria |
disturbi |
| 0,01 |
Leggero mal di testa(cefalea) |
| 0,02 - 0,03 |
Pulsazioni alle tempie ed arrossamento della pelle nelle parti scoperte |
| 0,05 |
Stanchezza generale, vertigini, nausee, vomito |
| 0,1 |
Affanno, palpitazioni di cuore e tendenza al collasso (polso debole, estremità fredde,
pallore) con possibilità di sincope |
Sono sufficienti piccolissime percentuali di ossido di carbonio per rendere l'atmosfera
altamente pericolosa.
Concentrazioni elevate di ossido di carbonio sono indice di una cattiva combustione, causata
principalemnte da apparecchi malfunzionanti e da uno scarso rapporto di ossigeno nella
combustione. Pertanto, per evitare elevate quantità di ossido di carbonio all'interno dei
fumi di scarico è necessaria una adeguata manutenzione delle apparecchiature a gas e di un
buon sistema di ventilazione. La normativa vigente, UNI 7129 del Dicembre 2001, prevede che
l'afflusso naturale dell'aria debba avvenire per via diretta attraverso aperture permanenti
praticate su pareti del locale da ventilare che danno verso l'esterno.
hai controllato l'impianto?
È importante eseguire periodicamente le verifiche del proprio impianto a gas, per evitare
ogni problema tecnico funzionale ma anche per prevenire la formazione di gas nocivi come il CO
(monossido di carbonio: gas inodore, incolore ed estremamente tossico, causa di numerose morti).
La manutenzione periodica è inoltre un obbligo. La legge italiana, infatti prevede con
precisione con che frequenza e chi possa eseguire tale attività. Ad esempio, per le caldaie
domestiche è sufficiente far eseguire un controllo ogni anno esclusivamente da imprese abilitate
46/90. Ricorda: L'azienda che effettua le operazioni di controllo e manutenzione deve rilasciare i
risultati sul modulo chiamato allegato h oltre ad aggiornare il libretto di impianto
ogni due anni all'atto della verifica periodica.
il gas ha bisogno d'aria
Qualsiasi apparecchio a gas in cui sia in funzione un bruciatore assorbe l'aria necessaria per la
combustione dall'ambiente circostante (o da apposite canalizzazioni di convogliatura). Se la
combustione avviene in un ambiente chiuso, l'aria deve essere prelevata dall'esterno, mediante
apposita apertura di ventilazione (non obbligatoria per apparecchi tipo C).
Per tale motivo, oltre ad installare la classica caldaia in cucina, si effettua il famoso "foro"
di ventilazione (difficilmente troverete una caldaia in un locale diverso come la camera da letto o
il bagno). La normativa prevede inoltre che il foro di ventilazione, oltre ad avere una dimensione
proporzionata alla potenzialità della caldaia sommata alla potenzialità dei fornelli ecc, non debba
assolutamente essere occluso. Ricorda che questo può causare la formazione di CO (Monossido di carbonio)
il noto gas killer.
e i fumi? Liberi in uscita...
Altro motivo di malfunzionamento dell'impianto a gas, soprattutto per quanto concerne le caldaie, è
il cattivo funzionamento del sistema di scarico dei fumi. Non di rado capita di trovare camini occlusi
da nidi o da depositi di fuligine (soprattutto per gli impianti che prima di utilizzare gas erano
alimentati a gasolio).
In questi casi il fumo delle caldaie rischia di accumularsi all'interno dell'appartamento, provocando,
nei casi più gravi, la formazione di CO. Anche i camini delle caldaie sono soggetti ad una normativa
ben precisa e comunque, durante le verifiche periodiche, il manutentore degli impianti, verificando le
analisi dei fumi determina anche il "tiraggio" e gli eventuali problemi allo scarico dei fumi. Dunque:
camini liberi per la libera uscita dei fumi.
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